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Gestione ENPAM di base: prosegue il viaggio nella previdenza dei medici

Partendo dalla porzione più importante, non fosse altro per via del fatto che è in una sua parte obbligatoria per tutti i medici, riprendiamo il nostro percorso all’interno della professione medica, analizzata dal punto di vista previdenziale. Come già specificato in precedenza, l’attività di libera professione riconducibile all’ordine dei medici e odontoiatri è gestita da un unico Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici (ENPAM). Presso l’ENPAM esistono 5 tipologie di gestione per le varie categorie professionali.  La gestione comune a tutti quanti gli iscritti all’ordine è il Fondo Generale, che fa riferimento specifico alla “Quota A” di contribuzione obbligatoria per tutti e conserva una modalità di gestione a ripartizione. Di questa ci occuperemo e così anche delle eventuali attività specifiche di libera professione destinate a tutti i medici e gli odontoiatri che prestano la loro attività in regime di libera professione pura, eventualmente anche intra ed extra moenia. Questa seconda quota, denominata “Quota B”, si aggiunge in alcuni casi come specificato alla precedente “Quota A”.

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Se fino al 31.12.2012 le due gestioni del Fondo Generale presentavano molti caratteri comuni, a seguito della Riforma in vigore dal 1° gennaio 2013, le gestioni in oggetto hanno iniziato a differenziarsi.

Di fatto sono molte le novità introdotte per una e per l’altra gestione. Vediamo quali nel dettaglio.

Fondo Generale “Quota A”

  • Pensione di vecchiaia: aumento progressivo dell’età di pensionamento di vecchiaia (67 anni nel 2016, sino a raggiungere a regime nel 2018 i 68 anni). Continua a non essere prevista la pensione anticipata, tuttavia su richiesta è stata mantenuta la possibilità di andare in pensione a 65 anni per chi sceglierà il contributivo su tutta l’anzianità maturata;
  • Introduzione del metodo di calcolo contributivo (pro rata): la “Quota A” passa al metodo di calcolo contributivo definito dalla legge 335/95, applicato a chi ha iniziato a contribuire dal 1° gennaio 2013 in poi.

Fondo Generale “Quota B”

  • Pensione anticipata: resta possibile andare in pensione anticipata per la “Quota B” di pensione, ma viene introdotta l’elevazione dell’età minima che aumenterà fino a 62 anni (dal 2018). Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perché percepirà l’assegno per un numero maggiore di anni. Nello specifico i requisiti in vigore, gli stessi per i Fondi Speciali, per il 2016 sono: 30 anni di anzianità di laurea, 61 anni di età e 35 anni di contribuzione (maturati presso la gestione oppure raggiunti con il cumulo dell’anzianità contributiva maturata presso uno dei Fondi Speciali), ovvero 42 anni di contribuzione e 30 anni di anzianità di laurea, con qualunque età;
  • Contributi: dal 1° gennaio 2015 il contributo soggettivo aumenta gradualmente dell’1% all’anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021);
  • Sistema di calcolo: la “Quota B” conserva il preesistente calcolo retributivo-reddituale (contributivo indiretto Enpam) pur con l’introduzione di coefficienti di adeguamento all’aspettativa di vita in caso di pensionamento anticipato.

Come si può rilevare, salienti e importanti sono le novità impresse alla categoria dall’entrata in vigore della Riforma. Novità che vanno a inasprire i requisiti e a intervenire sulla misura, abbassando le prestazioni in maniera più o meno considerevole, in funzione dei singoli casi.

Come si evince chiaramente dal grafico sottostante la “Quota A” di pensione ha un rapporto di tasso di sostituzione atteso proporzionale ai contributi versati. Più assistenziale, con tante prestazioni accessorie per i familiari, che previdenziale, la quota obbligatoria ha una funzione di basso profilo per la categoria dei medici e la loro copertura previdenziale. La situazione non migliora certo, in questo caso, aggiungendo la componente di “Quota B”, osservando altresì, se ce ne fosse stato bisogno, che l’introduzione del computo contributivo ha peggiorato la situazione del tasso di sostituzione atteso per le giovani generazioni. Occorre pertanto intavolare una politica di gestione attenta e preventiva della componente previdenziale, al fine di ottenere ed elaborare tassi di sostituzione attesi più consoni e congruenti con lo stile di vita della categoria.

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Ipotesi: medico uomo; inizio attività 27 anni; crescita della carriera 1% oltre l’inflazione; inflazione 2%;

 

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