Intelligenza Donna

Pro e contro nei rapporti relazionali uomo/donna nel mondo del lavoro

Amiche care di Solyda,

dopo la pausa natalizia e qualche giorno di  assestamento per il miglior  “benvenuto” al nuovo anno, è tempo di riprendere i nostri lavori.

Vi avevo anticipato di aver preparato l’introduzione al libro “donne per le donne”. A giorni verrà pubblicata qui nel nostro spazio sul blog perché tutte possiate leggerla…..Si accettano feedback, naturalmente !

Il primo capitolo, con il primo tema affrontato, è concluso e con Marianna, ci siamo prese il tempo per assestarlo definitivamente.

Ora passiamo al secondo tema: pro e contro nei rapporti relazionali uomo/donna nel mondo del lavoro.

Che ne dite? E’ un tema intrigante e complesso quindi mi aspetto un grande contributo da parte di ciascuna di voi.

Potrà sembrare ardita la proposta, ma se qualcuna di voi volesse incoraggiare i propri colleghi uomini a leggere e/o perché no a partecipare a questa nostra esperienza, potrebbe essere utile ad entrambi. Questo proprio per la specificità del tema e per avere anche il punto di vista “maschile”.

L’invito che vi faccio, se decidete di coinvolgerli, è quello di trasferire loro,  con convinzione e serenità, il nostro patto: nessun pregiudizio, nessun retro pensiero, nessun giudizio ma solo coraggio del confronto, libertà d’azione e trasparenza.

A presto e…. commentate!

Tiziana

6 Commenti

  • Ho pensato spesso a cosa scrivere riguardo questo argomento e generalmente ogni volta il mio subconscio non faceva altro che portarmi alla mente le immagini di un libro molto divertente: “Men meet Women” , in cui vengono rappresentate sottoforma di disegni, in modo ironico e a volte esagerato, l’eterno confronto tra uomo e donna. (Vi inserisco un sito dove potete vedere alcune immagini, ne vale la pena! http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/09/05/foto/uomo_vs_donna_il_grafico_delle_differenze-122230803/1/#7)

    In ogni caso il succo del discorso sta nel fatto che, siamo diversi.
    Molto diversi. A volte su pianeti lontani anni luce.
    E nonostante tutto, questo aspetto, in campo lavorativo può essere un bene.
    Poichè, secondo me, questa diversità nel mondo del lavoro può essere motivo di collaborazione.
    Possiamo essere, come dire, complementari. L’uomo tende a semplificare situazioni che noi, per nostra natura, tendiamo a complicare. Noi donne, senza dubbio, abbiamo una marcia in più per quanto riguarda l’emozionalità e l’empatia. E così avanti per ore…

    D’altro canto, si sa, la diversità, genera anche scontri, litigi, incomprensioni e (a volte) “attrazione” (come diceva Alice). Non che sia la regola, per carità, si instaurano anche molte belle amicizie uomo-donna in campo lavorativo. In ogni caso, è solo la maturità dei comportamenti a far sì che non si vengano a creare situazioni di tensione e agitazione, che possano ledere la stabilità del team.

    Per concludere , non posso che trovarmi d’accordo con quanto già detto dalle colleghe e rischio anche di ripetermi, ma dopotutto la regola più importante per la buona riuscita di ogni rapporto, è sempre quella: avere l’intelligenza di capire le varie situazioni, evitare inutili scontri, lasciare la vita amorosa al di fuori dell’ufficio e instaurare una bella, sana e vincente collaborazione.

  • Ho pensato spesso a cosa scrivere riguardo questo argomento e generalmente ogni volta il mio subconscio non faceva altro che portarmi alla mente le immagini di un libro molto divertente: “Men meet Women” , in cui vengono rappresentate sottoforma di disegni, in modo ironico e a volte esagerato, l’eterno confronto tra uomo e donna.
    (Vi inserisco un sito dove potete vedere alcune immagini, ne vale la pena! http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/09/05/foto/uomo_vs_donna_il_grafico_delle_differenze-122230803/1/#7)

    In ogni caso il succo del discorso sta nel fatto che, siamo diversi.
    Molto diversi. A volte su pianeti lontani anni luce.
    E nonostante tutto, questo aspetto, in campo lavorativo può essere un bene.
    Poichè, secondo me, questa diversità nel mondo del lavoro può essere motivo di collaborazione.
    Possiamo essere, come dire, complementari. L’uomo tende a semplificare situazioni che noi, per nostra natura, tendiamo a complicare. Noi donne, senza dubbio, abbiamo una marcia in più per quanto riguarda l’emozionalità e l’empatia. E così avanti per ore…

    D’altro canto, si sa, la diversità, genera anche scontri, litigi, incomprensioni e (a volte) “attrazione” (come diceva Alice). Non che sia la regola, per carità, si instaurano anche molte belle amicizie uomo-donna in campo lavorativo. In ogni caso, è solo la maturità dei comportamenti a far sì che non si vengano a creare situazioni di tensione e agitazione, che possano ledere la stabilità del team.

    Per concludere , non posso che trovarmi d’accordo con quanto già detto dalle colleghe e rischio anche di ripetermi, ma dopotutto la regola più importante per la buona riuscita di ogni rapporto, è sempre quella: avere l’intelligenza di capire le varie situazioni, evitare inutili scontri, lasciare la vita amorosa al di fuori dell’ufficio e instaurare una bella, sana e vincente collaborazione.

  • Personalmente credo che il rapporto “uomo-donna” sia in generale il più complicato da gestire, tanto più nel lavoro.
    Complicato in quanto a livello biologico siamo diversi, per cui questo presuppone già dal principio modi differenti (a volte opposti) di pensare ed agire, e ciò potrebbe portare a fraintendimenti e discussioni…ma è pur vero che appunto “gli opposti si attraggono” quindi si creano spesso situazioni di sfida e curiosità da entrambe le parti.

    Ovviamente bisogna mettere in conto che alcune relazioni potrebbero evolversi ed uscire dal contesto lavorativo… Ecco, in questo caso credo che la maturità da ambo le parti di saper distinguere vita lavorativa da quella privata sia indispensabile per mandare avanti tutti e due i rapporti, specie in un contesto di “team”, nel quale situazioni poco positive in questo senso potrebbero riversarsi su terze persone.

    Altro tema scottante, fino a poco tempo fa, era il pregiudizio prettamente maschilista secondo il quale la “donna” non era capace di adempire a mansioni di rilievo all’interno di un’azienda piuttosto che essere leader di un gruppo di successo; devo dire che finalmente le cose stanno cambiando, e anni di lotte per la parità dei sessi stanno finalmente portando ad importanti risultati!

    Sono d’accordo con le colleghe sopra che affermano che con intelligenza si riesca a creare un team complementare e vincente, perché sicuramente abbiamo caratteristiche diverse che insieme portano ad una sinergia speciale!

    Si tratta di instaurare una SANA collaborazione, caratterizzata da stima e fiducia reciproche, senza nessun tipo di pregiudizio o secondo fine, che possa portare valore aggiunto e compensare le mancanze dell’altro/a.

    • Grazie Alice per questo contributo.
      Il rapporto uomo-donna comincia già in famiglia (padre figlia / fratelli e sorelle ).
      L “altro” cominciamo a conoscerlo fin da bambine. Poi crescendo ci arricchiamo dell’esperienza dell’amicizia, dell’attrazione. Nel mondo del lavoro, il rapporto uomo / donna ha una specificità, credo, tutta propria. Nella mia esperienza ultra trentennale le fasi della vita e della carriera hanno sempre dovuto fare i conti con questa dimensione della diversità. Ancora oggi le donne, nelle posizioni apicali di alcuni settori, soffrono di discriminazione. Le donne fanno carriera negli studi legali o tribunali, negli ospedali, nelle scuole, nelle associazioni di volontariato. Si fa ancora fatica a trovare donne in posizioni apicali in Banca, nelle Assicurazioni, nelle Fondazioni (centri di potere soprattutto economico) e in Italia hanno dovuto addirittura istituire una legge per obbligare le aziende ad avere donne nei Consigli di Amministrazione. Hai ragione comunque cara Alice a dire che di passi avanti ne sono stati fatti tanti e tanti se ne faranno. Solyda ad esempio, sul tema di genere, si è interrogata e sta definendo cosa fare e come fare. In agenda ha intanto previsto piani di sviluppo e valorizzazione al femminile e questo, personalmente, lo ritengo un segno concreto di intelligenza sociale dei suoi leaders ! Quello che mi sento di dire, visto anche questo clima particolarmente favorevole, è che forse noi donne di Solyda dovremmo fare un po’ di più la nostra parte. Essere artefici del proprio futuro (in azienda come nella vita o in famiglia) significa sentirsi parte integrante e vitale, senza se e senza ma, senza scuse e senza veli, non soggetti al traino ma soggetti paritetici. Autostima, apertura, fiducia, professionalità, determinazione, concretezza, coraggio, sana ambizione, …..etc…. etc… tutti aspetti della leadership al femminile che possiamo fare emergere, rafforzare e valorizzare. E credetemi, vi parlo da donna a donna, impariamo a dare più importanza alla qualità del tempo che dedichiamo a ciascun contesto. Il tempo è la vita. Non è un sistema di misurazione dell’invecchiamento o la somma di giornate, è piuttosto la misura di quanto noi siamo in armonia con noi stessi ed integrati con la creazione. Se il concetto poi di “creazione” disorienta (perché dimensione troppo grande) allora sostituiamolo con il termine “nostra società”. Felice di essere donna di Solyda

  • Un’altra sfida attende questo fantastico gruppo Donne Solyda.
    Come dice la nostra coach “intrigante” ma non solo,il rapporto tra uomini e donne nel mondo lavorativo,l’accoppiata è Vincente se le intelligenze di entrambi si uniscono ………
    ma se la stupidità o ancora più la gelosia prende il sopravvento allora non c’è nessuna possibilità né di crescita, né di confronto ,né tantomeno di piacere a lavorare insieme .Un vero peccato perché se ognuno di noi mettesse a disposizione dell’altro le competenze,le conoscenze ma ancor più le energie perché diverse e in quanto tali magicamente capaci di creare valore aggiunto al singolo e al gruppo allora il Successo é certo .

    • Buon giorno a tutte!
      Mi trovo assolutamente daccordo con te Adele.
      Aggiungerei poi, che troppo spesso, le donne che occupano un posto di rilievo in una società ancora oggi prettamente maschilista, si trovano a dover contrastare un insano pregiudizio di natura sessista.
      E qui potremmo aprire miriadi di capitoli e spaziare tra le varie sfumature di questi meccanismi che si innescano.
      Il fatto é, che molto probabilmente il “potere delle donne” é un qualcosa di scomodo e decisamente troppo complesso da gestire per un uomo.
      La SANA collaborazione, ma soprattutto l’assenza di conflitto di interessi (di qualsiasi natura esso sia), sono il principio di ogni team di successo.
      Ad oggi putroppo la sfida é ancora molto ardua, probabilmente lo sarà sempre per parti di sesso opposto.
      Personalmente sono pronta alla sfida!
      Un abbraccio
      AMS!

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