Intelligenza Personale

L’assicurazione di viaggio solo per i viaggi all’estero?

Arrivano i primi caldi, le misure restrittive causate dal COVID si stanno lentamente allentando e dopo mesi di chiusura, gli italiani iniziano a pensare alle vacanze.

C’è chi ha organizzato tutto personalmente, c’è chi si è affidato ad un’agenzia di viaggi, chi rimarrà in Italia e chi ha organizzato un viaggio oltreconfine senza preoccuparsi troppo delle possibili restrizioni.

Per ognuno di questi casi le domande che assillano il viaggiatore sono sempre le stesse: riuscirò a partire senza problemi? Andrà tutto bene durante il viaggio o durante la permanenza? Mi posso fidare dell’operatore che ho scelto?

Nonostante l’assicurazione viaggio sia la soluzione ideale per mettersi al riparo da tutte queste eventualità troppo spesso non viene presa in considerazione per false credenze circa questo prodotto, eccone alcune:

  1. È TROPPO COSTOSA:

Il prezzo dipende dalla durata del viaggio e dalla destinazione (Italia, Europa o Mondo); nel prezzo possono influire altri fattori come il numero degli assicurati o la ragione del viaggio (turismo, sport, studio) ma sicuramente se si calcolano costi di trasporto, hotel, ristoranti e attività in loco ne rappresenta solo una percentuale piccolissima.

  1. NON NE VALE LA PENA SE NON SI VIAGGIA ALL’ESTERO:

Troppo spesso si prende in considerazione l’assicurazione viaggio solo per viaggi fuori dal territorio nazionale perché si pensa che possa essere utile nell’eventualità di spese sanitarie improvvise e molto ingenti. Non si prendono però in considerazione possibili spese legali (contenziosi con agenzie di viaggi o noleggio di mezzi, controversie per lesioni fisiche ecc..)

In aggiunta il rischio di annullamento del viaggio o impossibilità a parteciparvi è un’ipotesi da prendere in considerazione per qualsiasi viaggio.

  1. LA COMPAGNIA DI VOLO RIMBORSA GIA’ LA PERDITA O LO SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO:

Vero, ma quanto?

Se la valigia dovesse essere riconsegnata in un momento successivo all’arrivo, il consumatore potrebbe acquistare una serie di beni di prima necessità (biancheria intima, spazzolino e dentifricio ecc.) nel paese di destinazione e farsi rimborsare la spesa sostenuta. Il limite massimo di risarcimento è stabilito in 1.288 DSP* (poco più di 1000 euro).
È importante conservare ricevute o scontrini che possano documentare gli acquisti effettuati.

Attenzione però alle politiche di rimborso delle compagnie aeree. Alcune rimborsano un fisso per ogni giorno di ritardo, mentre altre rimborsano solo il 50% delle spese sostenute. Altre ancora rimborsano l’intero importo solo se il consumatore rispedisce alla compagnia aerea gli abiti e gli altri beni acquistati.

Ci potrebbero inoltre essere esclusioni della responsabilità del vettore nel caso in cui la compagnia aerea avesse preso tutte le misure possibili per evitare il danno o nel caso in cui fosse stato impossibile prendere tali misure. Tale sarebbe ad esempio il caso in cui la compagnia aerea potesse provare che a causa di uno sciopero imprevedibile non fosse in grado di garantire un servizio regolare.

Nel peggiore dei casi dopo 21 giorni il bagaglio viene considerato perso e si ha diritto al risarcimento di circa € 1.100 dalle compagnie che aderiscono alla Convenzione di Montreal, e di circa € 20 per ogni kg di bagaglio dalle compagnie che non aderiscono a tale convenzione. Se pensi che questa cifra non sia sufficiente allora l’unica via è scegliere un’assicurazione che abbia un massimale maggiore.

  1. HO GIA’ UN’ASSICURAZIONE CON LA CARTA DI CREDITO:

Altra obiezione molto comune, probabilmente per i viaggi più brevi potrebbe essere sufficiente, per i viaggi più lunghi invece… è utile analizzare molto bene le coperture e soprattutto i massimali.

Le assicurazioni collegate alla carta di credito sono più simili a contratti di assistenza che assistono in caso di incidenti, per un breve periodo senza offrirti una copertura assicurativa sanitaria molto importante.

Solitamente coprono sono viaggi acquistati con la carta a più di 100km di distanza e le spese sanitarie hanno massimali molto bassi.

Viaggi negli Stati Uniti, per esempio, l’assistenza sanitaria è un obbligo a cui non si può rinunciare.

Carte standard spesso non coprono incidenti collegati al danneggiamento del bagaglio o alla sua perdita, o annullamento del viaggio.

Valutare con efficienza le proprie esigenze è sicuramente difficile ma ne vale la pena, in fondo si aspettano le tanto agognate ferie con l’intenzione di riposarsi, rilassarsi e lasciare a casa qualsiasi preoccupazione.

L’imprevisto piccolo o grande è possibile ma proteggendosi adeguatamente si eviteranno i fastidi economici e si potrà recuperare in futuro grazie ai rimborsi ottenuti.

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