Intelligenza Personale

Long Term Care, la risposta ai rischi dell’invecchiamento.

Secondo il 53° rapporto del Censis sulla situazione sociale del paese, tra vent’anni su una popolazione di 59,7 milioni di abitanti gli anziani, seppure di poco, saranno più degli under 35: infatti, questi ultimi saranno 18,6 milioni (il 31,2%), mentre gli over 64 saranno 18,8 milioni (il 31,6%)

L’aspettativa di vita alla nascita nel 2018 era di 85,2 anni per le donne e di 80,8 anni per gli uomini, e le previsioni al 2041 la portano rispettivamente a 88,1 e 83,9 anni.

Se consideriamo che il numero di persone con limitazioni funzionali sale al 20,8% tra gli anziani over 64 e di oltre il 40% per gli anziani oltre gli 80 anni, è necessario fare un ragionamento molto serio sul tipo di servizi necessari per sostentare tutte queste persone.

Le risorse messe in campo dal nostro attuale sistema di welfare sono senza dubbio insufficienti, i dati parlano chiaro, secondo il Ministero della salute infatti nel 2017 solo il 3,2% degli anziani sopra i 65 anni venivano assistiti in ADI (Assistenza Domiciliare Integrata).

La fotografia all’assistenza agli anziani è più o meno la seguente:

– la famiglia si prende cura dell’anziano direttamente e in 7 casi su 10 il caregiver è moglie o figlie

– Una parte della cura dell’anziano è trasferita a 1 milione di badanti con una spesa annua stimata in circa 9 miliardi di euro.

Il nostro modello di welfare si appoggia quasi completamente sulle famiglie, anche se è chiaro che questo modello non sarà sostenibile ancora molto a lungo, ecco perché:

troppa pressione su famiglie, che in futuro non potranno contare sul numero di membri di oggi, sono in aumento infatti i nuclei unipersonali e le famiglie monogenitoriali, con numero di figli più basso. Per dirla in poche parole in futuro si potrà contare su un numero inferiore di possibili caregiver rispetto al costante aumento di possibili fruitori di assistenza.

Nel migliore dei casi le spese sono finanziate con le pensioni e i risparmi degli anziani, ma solo pochissimi hanno pensioni che possono sostenere queste spese. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi sono le famiglie a sostenere le spese di badanti e assistenti. Si calcola che 336 mila famiglie hanno fatto ricorso ai propri risparmi per poter sostentare un parente e 154 mila si sono addirittura indebitate.

troppi ancora gli esclusi. Lunghe liste di attesa nelle strutture sanitarie pubbliche con carenza di risorse e rette elevate nelle residenze private

Circa 1 milione di anziani con gravi limitazioni funzionali non beneficia di assistenza sanitaria domiciliare.

abitazioni non adatteOltre 2,7 milioni di anziani vivono in abitazioni non adeguate alla condizione di ridotta mobilità e che avrebbero bisogno di lavori infrastrutturali per adeguarli. Aspetto questo quasi sempre sottovalutato e che peggiora sensibilmente la qualità della vita degli anziani e di chi si prende cura di loro.

 

Quanto costa prendersi cura di un familiare non autosufficiente?

Le possibilità come detto precedentemente sono:

  • Servizi di Assistenza continuativa le cosiddette RSA (Residenze Sanitarie assistenziali) pubbliche o private.
  • Assumere una badante
  • Prendere il ruolo del caregiver familiare

 

Nelle strutture sanitarie private un ricovero in media costa 3 mila euro al mese, la Asl copre la metà della somma e la parte restante sarebbe a carico dell’anziano che, nella maggioranza dei casi, come rendita ha solo una pensione minima.

Se si opta invece per un’assistenza residenziale con una badante la situazione non cambia poi di molto. Assumere una badante costa circa tra i 15.000 e i 18.000 euro all’anno. Questa figura dovrà comunque essere sostituita per i giorni di riposo o ferie che le spettano.

Se invece si opta per essere il principale caregiver del proprio familiare, può voler dire rinunciare al proprio lavoro e le ripercussioni anche psicologiche sulla vita futura non sono affatto banali.

È sempre più evidente che muoversi d’anticipo è l’unica soluzione praticabile.

Una polizza Long Term Care permette di accedere ad una rendita mensile per tutto il tempo in cui l’assicurato si trova in condizione di non autosufficienza.

La rendita mensile viene definita al momento della sottoscrizione e il premio annuale dipende dal tipo di rendita richiesta e dall’età dell’assicurato.

Quali sono i termini per cui una persona viene definita non autosufficiente?

Le attività di base possono essere riassunte in sei categorie. Esse sono:

  • spostarsi (alzarsi dalla sedia, salire o scendere dal letto);
  • alimentarsi;
  • vestirsi (usare le abbottonature e prendere gli indumenti);
  • fare un bagno;
  • controllare la continenza di feci e urine;
  • svolgere tutte le azioni collegate alla minzione e all’evacuazione.

La misurazione di queste attività è necessaria per stabilire se il soggetto è in grado o meno di condurre una vita autonoma.

Pianificare un futuro più sereno per la propria famiglia significa soprattutto informarsi e prevedere le possibili esigenze future senza rischiare di pesare in modo anche fatale sul bilancio familiare.

 

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